Don Luca Colombo
[NB: questo testo è una trascrizione AI della registrazione del
convegno con una minima rielaborazione automatica per la sistemazione
formale del testo]
[Don Luca Colombo] Buongiorno a tutti,
io sono don Luca Colombo, sono il parroco sia qui a San Martino che a
Santa Maria Maddalena, giù a Perrero. Vi do il benvenuto adesso perché
è stata una mattinata abbastanza piena. Prima c'è stata la festa
patronale a Bovile in occasione della visita di Maria a Santa
Elisabetta, e poi la celebrazione giù. Adesso sono venuto a salutarvi e
a darvi il benvenuto. Certo, l'arte qui non manca: abbiamo la fortuna
che sia la chiesa di San Martino che quella di Santa Maria Maddalena
hanno avuto due "colonne" di parroci, di quelli che forse la Chiesa non
avrà mai più (me compreso), perché hanno speso 50 anni della loro vita
sul territorio. Don Giulio Cadore, per esempio, tutto quello che vedete
l'ha fatto lui con le sue mani: l'altare, i confessionali, la cappella
di Bovile... interamente realizzati da lui. Non so se siete stati a
Bovile o se avete visitato la chiesa. Ci vuole amore, passione e
dedizione per fare queste opere. Quando un prete è presente stabilmente
sul territorio è prezioso: ormai la maggior parte delle parrocchie non
ha più i parroci in pianta stabile. Da Pragelato a scendere fino a
Fenestrelle e Roure, da settembre in poi non avranno più un parroco
perché lascia la parrocchia. Purtroppo la diocesi ha carenza di
sacerdoti. Anche giù a Perrero, come si ricordava prima facendo il nome
di don Bessone, c'era il famoso "parroco dello zaino", noto per la sua
passione da alpinista e le sue scalate. È stupendo poter rivivere tutta
questa bellezza che vi è stata presentata questa mattina. Godetevi la
giornata, godetevi i gofri fatti da Franco, dalla moglie e dai parenti,
e godetevi il resto del pomeriggio.
Che dirvi? Buona domenica.
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