Damiano Sartorio è un nome che oggi non suona più familiare, ma che
nella storia e nell’industria del territorio ha avuto un ruolo di
grande rilievo.
Era veneziano e il suo arrivo a Pinerolo fu dovuto a una circostanza
particolare. All'epoca, le miniere di talco erano gestite dalla Anglo
Italian Talc & Plumbago Mines Co. Ltd, con sede a Liverpool,
costituita dai soci George Huntriss, Enrico Brayda e Massimiliano San
Martino.
George Huntriss viveva a Liverpool, ma trascorreva periodi nelle valli
per seguire l’azienda. Non nutriva alcuna fiducia nei due soci, tanto
che, per mantenere il controllo anche durante le proprie assenze,
decise di assumere Damiano Sartorio.
Anni dopo, sarà lo stesso Damiano a lasciare scritto
nei suoi appunti che tale sfiducia non era, in alcun modo, giustificata.
Fatto sta che nel 1902 Sartorio arriva a Pinerolo e inizia la sua
attività, partendo da un ruolo amministrativo fino a raggiungere la
direzione generale. È stato proprio lui a gestire la trasformazione
della Anglo Italian Talc & Plumbago Mines nella
Società Talco e
Grafite Val Chisone S.p.A.
La sua vita lavorativa è stata lunga e complessa: ha attraversato
entrambi i conflitti mondiali e la guerra d’Africa, oltre all’ascesa e
alla caduta della dittatura. Un periodo impegnativo che, nei suoi
appunti, riassume con sobria umiltà scrivendo: “ricordo di aver
lavorato sodo”.
Ci ha lasciato documenti e fotografie — prezioso materiale poi
arricchito dal figlio
Piero — che oggi ci consentono di riscoprire
fatti dimenticati o di comprendere meglio vicende che pensavamo di
conoscere.

Damiano Sartorio e Signora a Perrero alla stazione d'arrivo del Gran
Courdoun al Ponte della Vecchia.
Immagine disponibile anche in
3D.